Tabella comparativa – Come scegliere la migliore carta di credito

Il mercato delle carte di pagamento è in continua espansione e scegliere la carta di credito più conveniente è un’operazione difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare una tabella comparativa in cui è possibile analizzare le voci di costo più importanti che vanno ad incidere sulla reale convenienza del prodotto.

Spesso nel valutare la convenienza di una carta di credito ci si ferma sulle voci di costo più conosciute, come il canone annuo o la quota di emissione, senza considerare alcune commissioni, come per l’anticipo contante o per il rifornimento carburante, che nell’utilizzo ricorrente della carta potrebbero incidere pesantemente sul costo annuale.

Infine non dobbiamo trascurare i servizi offerti: plafond o affidamento, funzione revolving e servizi extra bancari.

Offerte carte di credito 2017

Condizioni economiche e commissioni Carta di credito CheBanca! Carta Widiba Classic Carta Flexia Classic
 
  Richiedi Online Richiedi Online Richiedi Online
Quota annua 24.00 (azzerabile) 0.00 38.00 (azzerabile)
Quota carta aggiuntiva n.d. n.d. 28.00
Pagamenti Saldo Saldo Saldo/Rateale
Affidamento da 1.000 a 20.000 euro 1.500 euro 5.000 euro
TAN n.d. n.d. 13.90%
TAEG n.d. n.d. 14.81%
Commissioni operazioni zona Euro No No No
Commissioni operazioni Extra-Euro n.d.% fino al 2,00% 1,75%
Anticipo contante presso ATM della banca emittente 4% con minimo 2,50€ 2 % min 0,51€ 4 % min. 2.50€
Anticipo contante presso gli ATM Italia 4% con minimo 2,50€ 2.00€ 4 % min. 2.50€
Anticipo contante presso gli ATM Area Extra-Euro 4% con minimo 2,50€ 2,00€ 4 % min. 2.50€
Sostituzione o Smarrimento n.d. n.d. 10.00€
Richiesta Banca/Online Banca/Online Banca/Online
Rifornimento carburante 0.00 0.00 0.00
Maggiorazione su cambio zona Extra Euro 1% 2,00% n.d.
Saldo consultabile online Si Si Si
Invio estratto conto cartaceo n.d. 1.00 euro 0.62 euro

Per comprendere la suddetta tabella riassuntiva che va a fare un confronto sulle carte di credito migliori per costi (così come realizzato anche per il 2016), flessibilità di impiego e tecnologie disponibili per la sicurezza, vediamo alcune importanti informazioni e consigli utili per leggere al meglio i dati riportati.

La vera carta di credito: le caratteristiche obbligatorie

Leggendo delle recensioni, capita di incontrare la definizione di carte di credito ricaricabili o prepagate con Iban.

Spesso questa terminologia è stata impiegata per indicare la possibilità di usare una prepagata pura o dotata di Iban per fare gli acquisti online, funzione che fino a non molto tempo fa era accessibile solo con le carte di credito. Ora con l’arrivo dei bancomat evoluti ed abilitati agli acquisti online, questa definizione, oltre ad essere molto forzata, può generare confusione.

Infatti una carta di credito è tale solo quando mette a disposizione dell’utilizzatore una linea di credito, che nella funzione a saldo permette di posticipare i pagamenti di un lasso di tempo che può variare da una settimana a 40 giorni, a seconda della società emittente e delle condizioni applicate.

Invece nel caso delle carte di credito revolving, oltre alla posticipazione dei pagamenti, si ha anche quella della dilazione, tramite la rateizzazione degli importi. Raramente una carta di credito viene emessa senza il collegamento con un conto corrente (le eccezioni sono poche e prevedono l’uso dei bollettini postali per fare i pagamenti).

Le prepagate ricaricabili con o senza Iban, non hanno tutte queste condizioni, non si collegano a conti correnti anche se sono dotate di internet banking e soprattutto permettono di spendere solo le somme che sono state ricaricate. La sola similitudine si può avere per la presenza di un plafond, che consente di spendere una somma massima mensile predeterminata.

Le caratteristiche minime per una buona credit card a saldo

La scelta di una carta di credito a saldo pone solo la questione dei costi diretti. Questi vengono valutati guardando in primis al costo di gestione annuale, un tipo di considerazione che ha valore solo se si va a considerare il tipo di uso che ne viene fatto. Nei costi diretti vanno comunque considerati complessivamente:

  • quelli legati alle commissioni in caso di uso (soprattutto per l’anticipo contante e commissione di conversione valuta);
  • il costo di emissione della carta principale e di quelle aggiuntive (e, se prevista, di quella “famiglia”);
  • quelli per le comunicazioni;
  • l’applicazione dell’imposta di bollo (prevista per legge ma che alcune banche sostengono al posto del cliente);
  • il canone annuo.

Ovviamente una voce da soppesare molto bene è anche quella del plafond (la disponibilità massima) che si avrà a disposizione ogni mese.

I costi della carta revolving

Nel confronto delle carte di credito revolving le voci da considerare sono più numerose e soprattutto è più difficile riuscire ad interpretare nel modo migliore i costi indiretti, che sono soprattutto legati ai tassi di interesse applicati nella rateizzazione. Anche guardando al semplice tasso di interesse annuale applicato, rappresentato dal Tan, può essere molto difficile fare un confronto diretto.

Per semplificare la scelta, si deve per prima cosa partire da un presupposto: fare il confronto tra carte di credito revolving che usano l’applicazione dei tassi a scaglioni, con importi “fissi” anziché in percentuale, è molto complicato. Non ci devono però essere dubbi sulla convenienza: questo genere di carte di credito non convengono mai, ma finiscono con l’avere un tasso molto elevato, che tende a crescere su importi più bassi.

Quindi quando si decide di confrontare le varie carte revolving, si devono paragonare solo quelle che applicano i tassi di interesse in modo proporzionale alla spesa. Con questo sistema rateizzando piccole cifre o somme maggiori non si ha un aggravio delle condizioni, quindi si riesce a spendere in modo più sereno e svincolato da limitazioni dettate dalla “convenienza”.

Nel confronto è meglio considerare in primis il Tan, e solo in seconda battuta fare un raffronto sui costi di gestione annuale. Spesso le carte di credito sono associate a sistemi di sconti o di recupero del canone annuale, che non vengono conteggiati nel Taeg. Questo indicatore infatti deve palesare la condizione meno favorevole per il titolare della carta alla quale si riferisce.

Modo di uso e frequenza

Come già accennato ed indipendentemente che si scelga una carta di credito solo a saldo, solo revolving, oppure a saldo con opzione di rateizzazione, non si può considerarne la convenienza senza valutare a monte il tipo di uso che se ne andrà a fare.

Ad esempio se la carta viene usata spesso per viaggiare, si dovrebbero valutare prevalentemente le commissioni applicate per l’uso in valuta diversa dall’euro oltre che le coperture assicurative applicate ed eventualmente comprese nel canone stesso. Se la carta di credito viene usata praticamente per ogni spesa, può essere utile scegliere quelle che fanno parte di particolari circuiti e che sommano i vantaggi delle carte fedeltà, ad esempio, all’abbattimento del costo del canone stesso.

Se si vuole richiedere una carta di credito da tenere nel portafogli per un uso occasionale o addirittura solo per urgenze, più che guardare al tasso applicato, o alle commissioni per l’anticipo contante, si dovrebbe puntare a card con basso o nullo canone.

Se invece si usa la carta di credito per sostenere praticamente ogni spesa, allora si dovrebbero considerare le commissioni come il rifornimento di carburante, i tassi di interesse applicati, l’applicazione dell’imposta di bollo e ovviamente il plafond disponibile ogni mese. Su questa voce, nel foglio informativo, si deve fare massima attenzione, specialmente quando si richiede una carta aggiuntiva o se si utilizza una multifunzione (ovvero con pagamento a saldo e rateale).

Ultimo aggiornamento: 20/08/2015

Tutti i valori indicati nella tabella possono subire variazioni e pertanto ti consiglio di controllare sempre il foglio informativo di ciascun prodotto.