Stripe Italia – Cos’è e come funziona

Chi è avvezzo ai metodi di pagamento online ha sicuramente già sentito nominare Stripe Payments che dal 2014 è attivo (dapprima in una versione Beta) anche in Italia. La sede centrale di Stripe è a San Francisco in Usa e, ad oggi (20 febbraio 2018), supporta con i suoi servizi numerose aziende presenti in 25 Paesi.

I servizi che propone sono legati alla creazione e allo sviluppo di una infrastruttura “universale” per i pagamenti online.

Cosa offre?

Anche se i pagamenti online sono, come appena detto, al centro delle prestazioni proposte (con i servizi Pagamenti, Connect e Abbonamenti), Stripe offre anche altri tipi di prodotti ausiliari ai primi, che sono riassumibili in:

  • strumenti per combattere le frodi e aumentare la sicurezza;
  • dashboard iOs;
  • integrazioni dei pagamenti nei sistemi per la contabilità;
  • aggiornamento automatico delle carte di pagamento accettate;
  • conformità alle norme PCI;
  • Webhook;
  • portabilità dei dati completa;
  • conversione delle valute differenti da quella corrente.

Costi del servizio

Per poter usare Stripe per ricevere i pagamenti bisogna logicamente sostenere dei costi, che variano a seconda dei sistemi di pagamento e delle valute usate. Prima di vedere le tariffe generiche applicate c’è comunque da valutare la possibilità di contattare il team Stripe per trovare accordi personalizzati sulle microtransazioni.

Per farlo è sufficiente accedere alla pagina preposta semplicemente cliccando sul banner ‘Contatta il team commerciale’.

Per quanto riguarda le tariffe generali invece abbiamo invece due piani che prendono il nome di:

  • Startup;
  • Enterprise.

Per la prima le tariffe sono fisse e non personalizzabili mentre per la Enterprise, che coinvolge molti più servizi oltre a quelli di pagamento, bisogna contattare forzatamente il Team di Stripe per trovare le tariffe più adatte da pagare.

Startup

Per la versione Start up i costi sono:

  • carte di debito e di credito:
    Carte europee fisso 0,25 euro più percentuale di 1,4%
    Carte non europee fisso 0,25 euro più commissione variabile 2,9%
  • Data Rilevazione: 20/02/2018 – Fonte: sito Stripe.

  • addebiti Sepa per bonifici: fisso di 0,25 euro più commissione dello 0,8% (massimo addebitabile di 5 euro);
  • altri sistemi di pagamento accettati:
    Tipo sistema Valute accettate Costi
    Alipay aud , cad , eur , gbp , hkd , jpy , nzd , sgd, usd fisso 0,25 euro più commissione 2,9%
    Bancontact eur fisso 0,25 euro più commissione 1,4%
    EPS eur fisso 0,25 euro più commissione 1,6%
    Giropay eur fisso 0,25 euro più commissione 1,4%
    Ideal eur 0,45 euro
    Multibanco eur fisso 0,25 euro più commissione 2,95%
    P24 eur o pln fisso 0,25 euro più commissione 2,2%
    Sofort eur fisso 0,25 euro più commissione 1,4%
  • Data Rilevazione: 20/02/2018 – Fonte: sito Stripe.

    Registrazione

    Per poter utilizzare i servizi di Stripe bisogna per prima cosa registrarsi. In questa fase bisogna avere a portata di mano i dati del conto bancario sul quale far accreditare i pagamenti.

    Il primo step è comunque rappresentato dall’inserimento dei dati che serviranno poi per loggarsi a cui seguirà quello dei dati bancari (che potranno essere modificati poi successivamente in qualsiasi momento). E’ necessario usare come appoggio un conto corrente standard, mentre conti di tipo “elettronico” (come i vari wallet o simili) non sono supportati dal sistema. (Fonte: sito Stripe – Data 20/02/2018)

    Se si hanno più conti correnti collegati a differenti tipi di valuta, pur avendo un solo account è possibile ottenere il servizio multivalute. Attraverso questa funzionalità Stripe accredita la somma dei pagamenti sui vari conti in funzione della valuta (ad esempio dollaro Usa su conto con dollari Usa) senza applicare i tassi di conversione valutari.

    Come avvengono i pagamenti?

    Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra un’azienda che usa Stripe per ricevere pagamenti e gli utenti che dovranno utilizzarlo per acquistare prodotti o servizi. Per le aziende, come già evidenziato, è necessaria la registrazione, così da creare un conto su Stripe. Una volta ricevuti i pagamenti è la stessa società americana che provvede a trasferire gli importi, periodicamente, sul conto corrente che l’azienda ha indicato in fase di registrazione.

    Non è invece necessario avere un account Stripe per acquistare. Per l’utente o il privato che deve fare un acquisto infatti non cambia nulla rispetto a servizi similari (come ad esempio Paypal). Al momento di fare il pagamento si dovrà semplicemente usare il metodo preferito supportato dal sito (ad esempio carta di credito, bonifico, Giropay, ecc). Sarà come appena detto Stripe a ‘reindirizzare’ il trasferimento sul conto collegato all’account del venditore.

    Approfondimento: Bonifico Paypal.

    Velocità e semplificazione

    Per velocizzare le modalità di pagamento, offrendo la soluzione “chiavi in mano” promessa senza appesantire eccessivamente i siti di e-commerce sono previste delle modalità snelle in partenza. Queste sono:
    • gli ‘stripe elements’: un insieme di strumenti che permette di personalizzare l’interfaccia per il pagamento;
    • il checkout: un modulo di pagamento che si adatta a tutti i dispositivi (anche per il mobile payment). E’ sufficiente inserire nel proprio ecommerce una riga in linguaggio Java con la certezza che verrà costantemente implementata dagli sviluppatori Stripe.

    (Codice a titolo di mero esempio da sito ufficiale Stripe al 20/02/2018).

    Segnaliamo infine che attraverso i servizi offerti dalla società con sede a San Francisco è possibile ricevere anche pagamenti ricorrenti (come nel caso degli abbonamenti) e gestire i resi.

    E’ sicuro?

    Stripe sottintende allo standard PCI per il quale è stato certificato livello 1. Tale standard viene garantito anche all’azienda che usufruisce del servizio grazie alla libreria nativa STRIPE.JS. Tramite questa funzionalità non sarà infatti lo shop online a gestire i dati sensibili delle carte che verranno trasferiti al server sicuro Stripe senza ‘passaggi’ intermedi.