Conto corrente remunerato – Che banca scegliere?

Un conto corrente online conviene più di uno tradizionale? L’evoluzione di alcuni prodotti offerti dalle banche prevalentemente via web, come nel caso del conto Yellow di CheBanca o del conto Hello Money di Hello!Bank, hanno reso questa risposta via via più complessa.

Un conto online non è più un infatti un ‘semplice’ conto corrente senza canone ed a remunerazione nulla ma è spesso caratterizzato dall’applicazione di interessi .

Le caratteristiche del conto online ieri e oggi

Uno dei grandi meriti riconosciuti ai conti online è quello di aver introdotto una possibilità di risparmio che fino al loro arrivo era impensabile. Il cliente è stato messo al centro dei servizi bancari, e messo in condizione di poter gestire e scegliere quali desiderava.

Ovviamente è stato richiesto anche qualche sacrificio rappresentato, per un certo periodo, soprattutto dalla mancanza di una qualsiasi forma di remunerazione sul conto corrente. Per non scoraggiare i clienti a mantenere i risparmi presso i propri istituiti e filiali, le banche hanno creato i conti deposito, facilmente collegabili al conto corrente, il tutto a costo zero.

Oggi gli istituti di credito, sempre più orientati a modulare l’offerta in base alle richieste della clientela, hanno scelto di cambiare direzione e sono tornate a proporre conti correnti (anche online) con una remunerazione di base o con condizioni ‘premianti’ soprattutto per i nuovi clienti e nel caso di accredito di nuova liquidità.

Come funzionano i conti remunerati?

Dai conti con “doppia soglia” (la remunerazione parte oltre una determinata giacenza) si è passati a proporre conti che offrono la possibilità di vincolare delle somme, con dei tassi d’interesse proporzionali all’importo e alla durata dei vincoli stessi. Uno dei primi esempi online verso questa direzione lo troviamo con il conto Widiba che è nato proprio partendo dalle richieste e dalle necessità palesate dai potenziali utenti (infatti il nome Widiba proviene da Wise Dialog Banking).

Un modello che è stato considerato di successo da molte banche che hanno riproposto i conti correnti non più solo come dei prodotti bancari atti a gestire la liquidità senza nessuna attenzione alle necessità di risparmio degli utenti.

Gli interessi e la tassazione

La possibilità di poter gestire i propri soldi, compresi i risparmi, solamente con il conto corrente ottenendo una certa remunerazione, non presenta nessuna particolarità legata alla tassazione dei rendimenti maturati. Infatti sia il tipo di tassazione che l’aliquota applicata sono quelle vigenti sui conti deposito.

Vale lo stesso discorso anche per l’imposta di bollo che per i conti correnti non remunerati è dovuta solo per importi superiori a 5000 euro (importo fisso 34,20 euro addebitato trimestralmente quando dovuto). Nel caso delle somme vincolate si aggiunge un’imposta proporzionale pari allo 0,2%.

Conclusioni

Al di là dei costi di gestione e di quelli dovuto a causa degli obblighi fiscali, un conto corrente, anche se pensato per una modesta remunerazione dei propri risparmi, non può sostituire in genere un vero e proprio strumento di investimento. Di contro rappresenta un’ottima soluzione per parcheggiare i propri soldi.