Carta di credito bloccata per insolvenza : che fare?

I circuiti Visa e Mastercard non si occupano dell’emissione diretta delle carte di credito, quindi in caso di insolvenza l’interlocutore al quale rivolgersi diventa la banca emittente. L’insolvenza rappresenta infatti una tra le più comuni cause di “blocco” di una carta di credito. Può riferirsi direttamente al conto e in modo collaterale alla carta oppure il rapporto può essere inverso, ovvero dipendere dallo scoperto non autorizzato sul conto corrente e di conseguenza sulla carta.

Carte di credito e ritardo di pagamento

Può succedere che si verifichino dei disguidi e che il pagamento della carta di credito non avvenga anche solo per l’assenza di un solo euro di copertura. Oggi infatti le procedure di pagamento delle rid sono interamente automatiche. Quindi se il sistema non trova corrispondenza almeno uguale tra la provvista di liquidità (compresa l’ipotesi di poter andare scoperti sul conto in presenza di un fido) e il saldo della carta di credito, allora il pagamento non passa.

Da questa insolvenza sul pagamento ci possono essere varie conseguenze e cioè:

  • la banca che ha emesso la carta di credito ne sollecita il pagamento che potrà essere fatto tramite bonifico in una sola soluzione oppure seguendo le indicazioni specifiche che vengono date sempre dalla banca;
  • la banca permette di accordarsi su un rientro programmato con il pagamento di rate (vedi anche Servizio Pagodil).

La differenza tra le due situazioni è notevole perché nel primo caso, se si tratta di un primo ritardo, possono non esserci conseguenze. Normalmente le banche che hanno un lungo rapporto con dei clienti che sono sempre stati corretti e puntuali nei pagamenti avvisano in bonis che c’è stato questo problema e nel giro di qualche giorno la situazione rientra senza che si passi al blocco del conto o della carta.

Carte di credito e mancato pagamento

Quando una banca concede un rientro programmato ‘spalmato’ su diversi mesi o rate, allora si rientra nell’ipotesi di mancato pagamento. In questo caso si verifica probabilmente l’ipotesi di carta di credito bloccata per insolvenza e soprattutto si incontreranno serie difficoltà per ottenere una specie di riabilitazione. Quando tale situazione viene reiterata più volte il blocco della carta di credito potrebbe non essere temporaneo ma definitivo. In questi casi è praticamente inutile chiedere una nuova carta di credito sia con la stessa banca emittente che con una nuova. Il discorso cambia solamente se il blocco non è stato mai segnalato alla Crif (ipotesi molto improbabile).

Quindi prima di decidere di chiudere il conto e di aprirne uno con una nuova banca ci si deve accertare se è stata fatta la comunicazione alla Crif. Se non risultano segnalazioni allora si può fare il passaggio che però non sarà completo fino a quando non sarà stato estinto il rapporto con la vecchia banca. Se risulta invece una segnalazione perché il blocco è avvenuto per morosità allora la speranza di ottenere in tempi ragionevoli una nuova carta di credito è praticamente nulla.

Blocco del conto corrente

Quando un conto corrente va in rosso oltre qualsiasi linea di fido accordata la banca ne può disporre il congelamento. Allo stesso tempo l’istituto di credito dispone il blocco della carta di credito per insolvenza non diretta sulla carta ma dipendente dal conto. In questi casi ripristinando la liquidità sul conto e dimostrando che si è trattato di un fatto eccezionale si può tornare rapidamente ad una situazione di normalità.

Può anche succedere che da un blocco della carta di credito per insolvenza la banca decida di bloccare anche il conto corrente. Questo accade soprattutto nel caso di reiterati problemi nella gestione del conto stesso e quindi delle proprie capacità di risparmio.

Conclusioni

Il primo errore da non commettere è quello di pensare che facendo un bonifico a copertura del saldo della carta di credito in ritardo si possano evitare problemi. Quando si capisce che la carta è senza copertura per il pagamento del saldo bisogna fare il bonifico con qualche giorno di anticipo. Non solo, proprio per le problematiche descritte in precedenza, prima di arrivare alla sua insolvenza è preferibile chiedere un prestito personale.

Se non si ha questa possibilità si deve cercare di evitare la segnalazione per morosità, contattando la banca o un’associazione dei consumatori per farsi assistere in questa fase in cui si chiede la contrattazione di un rientro programmato.