Carta di credito per pensionati: consigli utili per una scelta consapevole

I pensionati, al pari dei giovani, usufruiscono spesso, al di là di particolari convenzioni ‘esclusive’ (come la Bnl nel caso degli Inps ex Inpdap), di condizioni di favore. Questo anche per quanto riguarda alcuni servizi bancari, che vanno dai conti correnti alla sempre più usata carta di credito. Non sempre però si ottiene realmente un vero vantaggio rispetto a ciò che propone per la massa il mercato.

Esempio carta di credito

Condizioni economiche e commissioni Carta di credito CheBanca
 
Visita il Sito
Canone 24.00€/anno
Azzerabile con 5000€ di spesa annua
Canone annuo Carta Aggiuntiva -
Affidamento Massimo 20000€
Commissione Anticipo Contante ATM Zona Euro 4.00% min 2,50€
Copertura assicurativa -
Impresa Assicuratrice -

I dati riportati in tabella sono stati rilevati 22/11/2019 dal sito ufficiale di CheBanca.

Quali sono i reali vantaggi di una carta di credito per pensionati?

Il primo vantaggio a cui verrebbe da pensare sarebbe un ‘ipotetico’ costo gratuito della carta di credito stessa, condizione che, solo talvolta, viene riservata ai pensionati, giustificando questa mancanza, con la compensazione di altri tipi di vantaggio, tra cui servizi specifici che vengono dedicati a una categoria che ha delle “esigenze” proprie (ad esempio l’assicurazione per furto o rapina), ma, in molti casi, con massimali inefficaci e poco utili fattivamente.

A riguardo bisogna domandarsi se ciò che viene proposto come alternativa a condizioni economiche agevolate dedicate, sia in realtà utile per la propria condizione specifica oppure se si tratta di un orpello di poca rilevanza o addirittura inutile.

Consiglio pratico: se si propongono gratis dei servizi che non servono non ci si deve far attirare dalla mera gratuità, ma bisogna concentrarsi solo su ciò che si utilizza, facendo anche attenzione alla frequenza dell’utilizzo stesso (un servizio usato una o due volte l’anno non deve essere considerato importante nel momento di valutare una proposta più adatta alle esigenze specifiche).Se viceversa ci si concentra solo su ciò che realmente è utile diventa molto più semplice individuare il prodotto più in linea con le proprie esigenze, con conseguente valutazione di una rosa di alternative più o meno appetibile.

Serve davvero?

La prima domanda che ci si dovrebbe porre è se una vera e propria carta di credito sia necessaria per la propria situazione. Se da una parte si vuole solo un sistema di pagamento affidabile, da affiancare al bancomat appoggiato su un conto dedicato alla pensione, è ad esempio possibile valutare una carta prepagata. Una soluzione che nel caso delle carte conto non ha neppure bisogno di un conto corrente di appoggio, in quanto la pensione può essere ‘ricaricata’ direttamente sulla carta. Poi con l’uso della tesserina magnetica si spendono i soldi, si fanno prelievi, ecc.

carta di credito per pensionati

Generalmente le carte prepagate che permettono un uso quasi al pari di un conto corrente prevedono l’applicazione di un canone mensile o annuale, ma quelle dedicate ai pensionati riservano condizioni a volte più favorevoli, che possono arrivare anche all’applicazione di un canone gratuito.

Ma attenzione! Non si tratta di una carta di credito, in quanto i soldi che si potranno spendere saranno al massimo pari al saldo di cui è stata ricaricata la carta stessa con immediato ‘addebito’ della transazione. Detto questo, almeno per quello che è il panorama attuale, possiamo asserire che non c’è una vera e propria scelta di carte di credito per pensionati. Al massimo si possono considerare le condizioni proposte da alcune banche di conti correnti per pensionati, che possono prevedere come prodotto facoltativo proprio la carta di credito.

Un esempio lo troviamo spesso in realtà piccole come la banca Centro Lazio che propone il conto Pensionati Plus, ma se andiamo a controllare il foglio informativo vediamo che il costo della carta di credito (su richiesta) è di 20 euro all’anno. Se si tratta di un metodo di pagamento molto usato può quindi essere più economico cercare carte di credito non dedicate ai pensionati, ma che prevedono l’azzeramento del canone al superamento di determinate soglie di spesa (come esempi possiamo menzionare la carta di credito CheBanca e quella di Banca Sella, ma le proposte a riguardo non mancano).

Fatte queste doverose premesse veniamo ad analizzare due possibili alternative per i pensionati che desiderano una ricaricabile per le proprie spese.

pensionati in banca

Esempi di carte “dedicate” agli ex lavoratori

  • Un’attenzione da sempre piuttosto specifica e specialistica, viene riservata da Intesa Sanpaolo. Riguardo alle carte specifiche la soluzione ‘ad hoc’ è la Carta Pensione Intesa, una ricaricabile dove accreditare i propri emolumenti, risparmiando i costi del conto corrente, dal momento che viene interamente sostituito dalla prepagata evoluta. Costo 9,90 euro all’anno (al pari della Superflash), ma se si hanno più di 60 anni allora il canone è gratis. Il plafond massimo è di 10 mila euro. I prelievi e le ricariche dalle casse evolute degli Atm intesa Sanpaolo sono gratuiti;
  • Continua da Poste Italiane l’offerta a zero spese della Carta pensione Inps: anche in questo caso non si tratta di una carta di credito, ma il contenimento dei costi rispetto all’apertura di un conto corrente vero e proprio è indubbio (anche se con qualche limitazione in termini di operatività) oltre alla comodità di non dover fare file per ricevere la pensione, venendo accreditata direttamente sulla carta stessa.

(Fonti: siti ufficiali Poste Italiane/Intesa Sanpaolo – Data: 22 novembre 2019)

scelta carta per pensionati

Conclusioni

Data la penuria di carte di credito per pensionati che offrono dei vantaggi reali sostanziali, optare per una carta che non sia di tipo dedicato è, molto spesso, la via più semplice ed anche la meno costosa.