App per pagare con smartphone: quali alternative ad Apple Pay?

La proliferazione delle app per pagare con lo smartphone è oramai sotto gli occhi di tutti ed interessa acquisti di vario genere. Le funzionalità sono molteplici a partire dall’impiego dei Qr Code fino alla modalità contactless attraverso la tecnologia NFC.

Alcune app sono pensate per fornire anche la possibilità di poter fare microtransazioni di denaro tra amici e persone presenti nella rubrica. Non si tratta però di una regola visto che in alcuni casi questa opzione è limitata anche all’appartenenza a una determinata nazione.

Caratteristiche generali App

I requisiti davvero ‘minimi’ richiesti per poter usare le app dedicate agli acquisti tramite device mobile, sia online che da pos, rappresentano uno degli elementi del loro successo. Per utilizzare un’app per pagare con lo smartphone basta infatti avere un cellulare “intelligente” (smartphone o tablet) dotato del sistema operativo necessario per poter scaricare e installare l’app (iOs per iPhone e Android, ma anche in alcuni casi i sistemi Windows phone e simili).

Una volta installata l’app si deve generalmente creare il proprio profilo e le credenziali di accesso (per fare il login e per poter fornire l’autorizzazione ai pagamenti) e quindi collegare un sistema di pagamento. In primis le carte di pagamento (come carte di credito, carte prepagate abilitate e alcune carte di debito) che in molti casi devono essere rilasciate da una banca “convenzionata” con il sistema stesso (come accade con Apple Pay e Google Pay). In alcune situazioni l’app è collegata già a monte con un Istituto di moneta elettronica (e con la relativa carta di pagamento) semplificando tutta la procedura.

Una volta terminati tutti gli abbinamenti necessari, si potrà selezionare nell’app il sistema di pagamento con il quale si vuole fare proprio quella spesa e dare l’autorizzazione (con OTP, Pin, sistema finger print , ecc). Sempre sullo smartphone con sms oppure su e-mail (a seconda delle scelte fatte nella creazione del proprio profilo) si riceverà la ricevuta digitale dell’avvenuto pagamento.

Più diffuse app per i pagamenti

Come detto all’inizio ad oggi c’è una buona scelta di app per pagare con lo smartphone. Vediamo alcune tra le app più note ribadendo l’assoluta sicurezza di tutte le 5 alternative:

Apple Pay

Iniziamo dall’app ideata da Apple. Come è noto si tratta di una soluzione utilizzabile solo da chi ha un device con sistema operativo iOs (come iPhone, iPad e Apple watch). In Italia il suo lancio è avvenuto nel 2017. L’applicazione ideata dal colosso di Cupertino permette il collegamento di carte che funzionano sul circuito di MasterCard, Visa e American Express, rilasciate da istituti di credito convenzionati (in Italia sono 19 al 23 novembre 2018). Ma attenzione, le varie banche hanno stretto accordi specifici, quindi frequentemente non tutte le carte di uno stesso istituto permettono la registrazione sull’app di Apple Pay.

Il wallet ufficiale è normalmente pre-installato sul device ed in alternativa può essere scaricato da iTunes. Per l’abbinamento della card con Apple Pay possono essere previste delle modalità semplificate (come ad esempio accade con Hype e N26) oppure standard. Nel primo caso il collegamento passa dall’app del conto mentre nel secondo bisognerà riferirsi al wallet Apple. In entrambi i casi le procedure sono guidate dal sistema stesso, che indica a mano a mano che si avanza la procedura ed i dati (comunque ridotti all’osso) che devono essere inseriti nel sistema.

(Fonte sito ufficiale Apple – Data: 23 novembre 2018)

Google Pay

Si tratta della risposta di Google ad Apple Pay, pensata in primis per i sistemi Android, ma disponibile anche per gli iPhone. Questa è forse la differenza principale che c’è tra l’app della società di Cupertino e quella del Gigante del web di Silicon Valley. Anche in questo caso bisogna avere:

  • uno smartphone;
  • il sistema operativo minimo indicato (ad esempio al 23 novembre 2018 per iOs è 9.0 mentre per Android può variare in base al dispositivo);
  • la titolarità di una carta rilasciata da una banca convenzionata che è stata specificatamente inserita nell’accordo (ad esempio Widiba prevede l’uso per le sole carte di debito, mentre Mediolanum per la sola carta di credito, ecc).

Non tutte le banche che hanno sottoscritto un accordo per Apple Pay ne hanno uno omologo per Google Pay, per cui anche in questo caso bisogna informarsi con la propria banca per conoscere se c’è la possibilità di uso di questa modalità di pagamento. Tra le banche che offrono sia Google Pay che Apple Pay troviamo N26 e la carta Hype di Banca Sella. Anche in questo caso per l’abbinamento della carta possono essere previste sia delle modalità semplificate che standard (generalmente simili a quelle proposte da Apple).

(Fonte sito ufficiale Google – Data: 23 novembre 2018)

SatisPay

Questa alternativa è disponibile sia per i sistemi operativi iOs che Android ed è indipendente dalle banche e dai sistemi di pagamento. Parliamo di un’app completamente italiana, pensata soprattutto per favorire e semplificare i micropagamenti, ma sfruttabile anche per fare gli acquisti. Tale possibilità è però limitata ad i negozi convenzionati il cui elenco è presente nell’apposita sezione dell’app stessa.

A differenza delle due soluzioni precedenti il trasferimento di denaro avverrà tramite l’impiego di un QRcode appositamente ‘collegato’ al venditore convenzionato. Per eseguire un pagamento basterà inquadrare il codice con il proprio smartphone ed inserire l’importo da pagare. La transazione è immediata.

(Fonte sito ufficiale SatisPay – Data: 23 novembre 2018)

Circle Pay

Si tratta di un servizio fruibile tramite app che permette agli utenti di scambiare denaro in una valuta a scelta tra euro, sterline inglesi e dollari Usa, sfruttando una piattaforma aperta organizzata come una chat. E’ disponibile per sistemi operativi iOs e Android e non prevede l’applicazione di maggiorazioni sul rapporto di cambio che è riportato direttamente sull’app. Il servizio è disponibile in 29 paesi del mondo (compresa l’Italia) e presenta alla pari delle altre alternative un notevole livello di sicurezza riassumibile in:

  • impiego di un doppio livello di crittografia per tutti i dati;
  • autenticazione a due fattori per l’accesso;
  • possibilità di utilizzo del fingerprint eventualmente attivo sul proprio device.

Circle è un istituto di moneta elettronica soggetto al controllo della Financial Conduct Authority (FCA)

(Fonte sito ufficiale Circle – Data: 23 novembre 2018)

Approfondimento: Recensione Circle Pay.

Samsung Pay

Si tratta di un servizio di pagamento simile ad Apple Pay e Google Pay. Può essere utilizzato da chi ha un device Samsung (smartphone o smartwatch) e una carta di pagamento rilasciata da una banca convenzionata. Tra i circuiti al momento non è presente America Express. Per registrare una carta bisogna scaricare l’app, creare il proprio profilo e le proprie credenziali e registrare la carta da utilizzare inserendo il numero impresso nella parte anteriore e le date di scadenza.

(Fonte sito ufficiale Samsung – Data: 23 novembre 2018)